Wednesday, May 30, 2007

CMSSW cvs

  • from cern:
project CMSSW
kinit
cvs co UserCode/gerbaudo

  • from princeton:
setenv CVSROOT :kserver:cmscvs.cern.ch:/cvs_server/repositories/CMSSW
kinit -cell CERN.CH
cvs co UserCode/gerbaudo

  • from fnal:
project CMSSW
kserver_init
(this method is suggested in https://twiki.cern.ch/twiki/bin/view/Main/CMSSWatFNALSETUP but now it doesn't work for me)
OR
setenv CVSROOT :ext:cmscvs.cern.ch:/cvs_server/repositories/CMSSW
setenv CVS_RSH ssh
cvs co UserCode/gerbaudo

concatenate ps files

gs -q -dNOPAUSE -dBATCH -sDEVICE=pswrite -sOutputFile=full.ps ...

Friday, April 27, 2007

Printing on linux in Jadwin

Setup the printer on my pc in Jadwin:
~ > lpstat -s
... see the address of what you are interested in...
Add printer as Networked CUPS,
Server: phy-ag3.princeton.EDU:631
Path: /printers/hp395
Select as driver (generic) PostScript printer
Done!

Sunday, April 22, 2007

easy shrimp pasta

For 2 (hungry) people:

2
Tbsp. Balsamic Vinaigrette Dressing
1/2 lb. shrimp, cleaned (about 10 large)
3/4 cup chopped tomatoes (about 1 medium)
2 oz. (1/4 of 8-oz. pkg.) Philadelphia Cream Cheese, cubed
2 Tbsp. chopped fresh basil leaves, divided
1/4 lb. (4 oz.) fettuccine, cooked, drained
2 Tbsp. KRAFT Shredded Parmesan, Romano, and Asiago Cheeses

POUR dressing over shrimp in small bowl; cover. Refrigerate 20 min. to marinate. Remove shrimp from marinade; set aside. Heat large skillet on medium heat; add shrimp. Cook 3 min. or until shrimp turn pink, stirring frequently. Remove shrimp from skillet, using slotted spoon; cover to keep warm. Set aside.
ADD tomatoes, reserved marinade, cream cheese and 1 Tbsp. of the basil to same skillet; cook and stir 3 min. until well blended. Add shrimp; cook until heated through, stirring occasionally.
PLACE hot fettuccine on large serving platter; top with the shrimp mixture. Sprinkle with remaining 1 Tbsp. basil and the shredded cheese.

Tuesday, April 17, 2007

Emacs jump at matching {}

M-C-b and M-C-f (backward-sexp and forward-sexp)

Friday, March 09, 2007

Il gorgo

Questo è un racconto breve di Beppe Fenoglio (da "L'affare dell'anima e altri racconti", Einaudi 1978).

Nostro padre si decise per il gorgo, e in tutta la nostra grossa famiglia soltanto io lo capii, che avevo nove anni ed ero l'ultimo.
In quel tempo stavamo ancora tutti insieme, salvo Eugenio che era via a far la guerra d'Abissinia.
Quando nostra sorella penultima si ammala. Mandammo per il medico di Niella e alla seconda visita disse che non ce ne capiva niente: chiamammo il medico di Murazzano ed anche lui non le conosceva il male; venne quello di Feisoglio e tutt'e tre dissero che la malattia era al di sopra della loro scienza.
Deperivamo anche noi accanto a lei, e la sua febbre ci scaldava come un braciere, quando ci chinavamo su di lei per cercar di capire a che punto era. Fra quello che soffriva e le spese, nostra madre arrivò a comandarci di pregare il Signore che ce la portasse via; ma lei durava, solo più grossa un dito e lamentandosi sempre come un'agnella.
Come se non bastasse, si aggiunse il batticuore per Eugenio, dal quale non riceveveamo più posta. Tutte le mattine correvo in canonica a farmi dire dal parroco cosa c'era sulla prima pagina del giornale, e tornavo a casa a raccontare che erano in corso coi mori le più dure battaglie. Cominciammo a recitare il rosario anche per lui, tutte le sere, con la testa tra le mani.
Uno di quei giorni, nostro padre si leva da tavola e dice con la sua voce ordinaria: - Scendo fino al Belbo, a voltare quelle fascine che m'hanno preso la pioggia.
Non so come, ma io capii al volo che andava a finirsi nell'acqua, e mi atterrì, guardando in giro, vedere che nessun altro aveva avuto la mia ispirazione: nemmeno nostra madre fece il più piccolo gesto, seguitò a pulire il paiolo, e sì che conosceva il suo uomo come se fosse il primo dei suoi figli.
Eppure non diedi l'allarme, come se sapessi che lo avrei salvato solo se facessi tutto da me.
Gli uscii dietro che lui, pigliato il forcone, cominciava a scender dall'aia. Mi misi per il suo sentiero, ma mi staccava a solo camminare, e così dovetti buttarmi a una mezza corsa. Mi sentì, mi riconobbe dal perso del passo, ma non si voltò e mi disse di tornarmene a casa, con una voce rauca ma di scarso comando. Non gli ubbidii. Allora, venti passi più sotto, mi ripetè di tornarmene su, ma stavolta con la voce che metteva coi miei fratelli più grandi, quando si azzardavano a catraddirlo in qualcosa.
Mi spaventò, ma non mi fermai. Lui si lasciò raggiungere e quando mi sentì al suo fianco con una mano mi fece girare come una trottola e poi mi sparò un calcio dietro che mi sbattè tre passi su.
Mi rialzai e di nuovo dietro. Ma adesso ero più sicuro che ce l'avrei fatta ad impedirglielo, e mi venne da urlare verso casa, ma ne eravamo già troppo lontani. Avessi visto un uomo lì intorno, mi sarei lasciato andare a pregarlo: - Voi, per carità, parlate a mio padre. Ditegli qualcosa, - ma no vedevo una testa d'uomo, in tutta la conca.
Eravamo quasi in piano, dove si sentiva già chiara l'acqua di Belbo correre tra le canne. A questo punto lui si voltò, si scese il forcone sulla spalla e cominciò a mostrarmelo come si fa con le bestie feroci. Non posso dire che faccia avesse, perchè guardavo solo i denti del forcone che mi ballavano a tre dita dal petto, e sopratutto perchè non mi sentivo di alzargli gli occhi in faccia, per la vergogna di vederlo come nudo.
Ma arrivammo insieme alle nostre fascine. Il gorgo era subito lì, dietro un fitto di felci, e la sua acqua ferma sembrava la pelle di un serpente. Mio padre, la sua testa era protesa, i suoi occhi puntati al gorgo ed allora allargai il petto per urlare. In quell'attimo lui ficcò il forcone nella prima fascina. E le voltò tutte, ma con una lentezza infinita, come se sognasse. E quando l'ebbe voltate tutte, tirò un sospiro tale che si allungò d'un palmo. Poi si girò. Stavolta lo guardai, e gli vidi la faccia che aveva tutte le volte che rincasava da in festa con una sbronza fina.
Tornammo su, con lui che si sforzava di salire adagio per non perdermi d'un passo, e mi teneva sulla spalla la mano libera dal forcone ed ogni tanto mi grattava col pollice, ma leggero come una formica, tra i due nervi che abbiamo dietro il collo.

L'affare dell'anima e altri racconti

Ho letto "L'affare dell'anima e altru racconti" di Beppe Fenoglio. E' una collezione di racconti (pressochè tutti inediti fino al '78 circa), più un progetto di una sceneggiatura. I temi sono quelli della cultura contadina e partigiana tipici di Fenoglio, ma alcuni racconti sono di una limpidezza disarmante. Sto capendo che uno dei motivi per cui mi piace Fenoglio è perchè il suo raccontare è diretto, cristallino nel cogliere gli aspetti che contano nella vicenda. E questo si vede con particolare piacevolezza nei suoi racconti brevi (e se sono brevi tanto meglio, dato che sono pigro ed ultimamente non ho molto tempo libero per leggere...). A grandi linee i racconti sono così:
  • Nella valle di San Benedetto: un rastrellamento è in corso nella valle, e tre partigiani (Giorgio, Bob, ed il protagonista) cercano di non farsi prendere nella rete. Bob cerca un nascondiglio per conto suo; Giorgio chiude la tomba dove il protagonista ha deciso di nascondersi, in compagnia della maestra Girardi, morta nel '28, e poi saluta dicendo che girerà all'aria aperta. Dopodichè è il buio. Buio e pazzia. Le circostanze portano il protagonista in una sorte di purgatorio, in cui infine lui si lascia psicologicamente morire pur di fermare il delirio ("Forse il nostro corpo sente a volte pietà della nostra anima"). Quando riemerge dal buio, il protagonista trova una tragica sorpresa, "e oltre il cancelletto guardai là dove finisce la valle di San Benedetto". (questo finale echeggia la siepe oltre cui guarda Leopardi, a parte il fatto che questo è un cancelletto arruginito di un cimitero, e ciò che si vede non è l'infinito, ma la fine della valle...).
  • Alla Langa: Elia si trova a dover chiedere aiuto ai vicini di casa per la vedemmia, ma questi non vogliono consumare le loro forbiciette, e pretendono che ce le metta Elia. E dopo una pioggia che raffredda gli animi, lui grida quanto la scarna e sofferta esistenza sia fatta principalmente di quotidiane sofferenze.
  • Il gorgo: questo è in assoluto il mio preferito (se ho tempo me lo trascrivo). Il bimbo capisce che il padre sta per crollare di fronte alle avversità che flagellano una precaria sopravvivenza, e con un gesto semplice al limite della capicità umanana redime la situazione (pensa alle contorsioni e complicazioni dell'uomo rispetto alla linearità animale; pensa all'occhio lineare del bambino; il dettaglio finale del dito del padre è uno dei più belli che abbia mai letto).
  • L'esattore: dopo la morte della moglie, Adolfo Manera lascia l'osteria e diventa esattore. Tira su una fortuna economica, ma la sua situazione umana non migliora, anzi il paese e le persone con cui si trova a contatto gli stanno sempre più stretti.
  • L'affare dell'anima: Manera (praticamente di nuovo l'esattore), si guarda attorno: vede la sua roba e le disgrazie famigliari che ha passato. Ma stanotte capisce che questo affare è "dunque un affare da trattare attraverso i preti, inevitabilmente". E prima di addormentarsi decide di fare l'affare (nel senso di fè l'afè).
  • Tradotta a Roma: Johnny è accompagnato dal padre al treno che porterà il suo plotone (?) a Roma. Durante il viaggio si vedono esemplari umani ed il mare.
  • Lo scambio dei prigionieri: Matè racconta di quando è sceso a Marca a scambiare un fascista per Sceriffo. Trattano bene il prigioniero che ad ogni passo teme di venire ammazato, finchè non capiscono che lo scambio non sembra essere alla pari. "Erano gonfiati tutti e due, potevano specchiarsi l'uno nell'altro. Solo che il soldato era gonfiato di fresco e Sceriffo di ieri."
  • [Senza titolo]: Jimmy e Nick si incontrano al bar, anni dopo le avventure partigiane. Nick è tornato per andare a camminare fino al bivio per Manera, una camminata "per le colline che furono nostre". E lo prende un senso di fallimento.
  • [Materiale narrativo - Davide]: due fratelli Jose e Davide. Dopo la morte del padre, Davide, il maggiore, prende in mano le redini della azienda, e Jose lavora come un animale senza grosse soddisfazioni. Decide così di strapparsi alla terra e va a lavorare in città. Ma sogna di tornare e rivendicare la sua parte per viversela (o meglio viverci). Inconcluso.

Thursday, March 08, 2007

Lettere: 1940-1962

Ho letto "Lettere: 1940-1962", di Beppe Fenoglio. E' la raccolta delle lettere che ha inviato ad amici, famiglia, editori in questo periodo della sua vita. La maggior parte della raccolta è costituita dalle lettere scambiate con gli editori (Calvino, Vittorini presso Einaudi, e Mondadori): queste sono abbastanza interessanti, ma in molti casi sono proprio solo delle comunicazioni pratiche. Fanno però vedere con quanto impegno ed apprensione Beppe Fenoglio scrivesse e lavorasse ai suoi libri. (BTW, sembra che ci fosse veramente un onesta e reciproca stima tra lui e Calvino.)
Io ho trovato molto più interessanti quelle agli amici ed alla famiglia. Quelle agli amici rivelano un Beppe Fenoglio che sa scherzare e sorridere anche in tempi difficili. Forse è da qua che si può intravedere l'occhio lucido e lineare che sa raccontare le vicende partigiane e contadine senza girare intorno ai fatti, ma piuttosto andando diretto alle situazioni ed ai personaggi. Mi sembra di vedere che quando scrive storie cerca diretto il filo e lo racconta mettendo sempre un po' di cinismo su ciò che narra (no patetiche gonfiature e divergenze).
Commoventi le lettere degli ultimi giorni, in cui saluta i cari (non poteva parlare), e raccomanda cure per la sua bimba. Alcuni pezzi forti sono la sua scheda biografica e le richieste per il funerale.
  • Circa i dati biografici , è dettaglio che posso sbrigare in un baleno. Nato trent'anni fa ad Alba (1 marzo 1922) - studente (Ginnasio - Liceo, indi Università, ma naturalmente non mi sono laureato) soldato nel Regio e poi partigiano: oggi, purtroppo, uno dei procuratori di una nota ditta enologica. Credo che sia tutto qui. Ti basta, no? Mi chiedi una fotografia. Ora sono sette anni circa che non mi faccio fotografare" (lettera a I. Calvino)
  • "...funerale civile, di ultimo grado, domenicamattina, senza soste, fiori e discorsi." (al fratello)
  • "...trovata la linea verticale, l'orizzonte non conta più nulla." (a don Bussi)

Una crociera agli antipodi

Ho letto "Una crociera agli antipodi", di Beppe Fenoglio. E' una raccolta di racconti insoliti (rispetto alla tradizionale ambientazione langarola), che narrano di viaggi, personaggi curiosi ed a volte surreali.
  • Una crociera agli antipodi: "Bobby Snye" racconta di come si imbarcò sul Plymouth e di come Harry Bell (marinaio in procinto di ritirarsi) gli salvò la vita (probabilmente). L'anziano gli spiega anche come abbia scelto dove/perchè ritirarsi, e chiude il cerchio ricordando al giovane il vero motivo del suo imbarco.
  • La storia di Aloysius Butor: Aloysius Butor diventa presto orfano ed, apprendista presso lo zio armaiolo, s'invaghisce dei metalli e diventa buon spadaccino. Si impiega come mercenario, e scopre ben presto che il padrone paga male.
  • Il letterato Franz Lazslo Melas: Franz Lazslo Melas diventa famoso dopo una recensione che lo riguarda, e gioca a fare la celebrità locale. Riceve l'invito più importante della sua vita (per una festa a corte) e, tra surreali contrattazioni e dialoghi, finisce per condannare involontariamente a morte Hans. "L'infelicità dell'uomo è fatta di tante piccole innocenze del prossimo". E le innocenze non turbano nessuno.
  • La veridica storia della Grande Armada: re Filippo ordina la costruzione della Grande Armada, e decide di affidarla al più pio. Alonso Pérez de Guzmàn viene nominato grande ammiraglio, ma il giorno della scofitta il re capisce che questi non era pio abbastanza.

Thursday, May 18, 2006

interacting/non interacting ratio (rev.)

I tried to add the subtraction histo:



It's not perfectly smooth, but it looks somewhat better in the rebinned version (see below -- in this plot the bin width is the same for all the histograms). Probably we need some simulation to understand better these bumps.




In the previous plots the normalization (done with the scaling on the maximum bin) is not correct, i.e. it leads to negative values in the blue histogram. The following one is one with HB-only correctly normalized. Now the normalization is done by comparing the area of the tail on the right side of the max (starting 2sigma far away from the peak).

interacting/non interacting ratio





I've been trying to get the fraction of pions interacting in HE.
I used this procedure:
- for each event find the cell with max, and sum
the 3x3 cells around it
- try to fit the distribution without HE with different
parametrizations (see fits*.png; the percentage reported
in the plot indicates "how much the fit underestimates
the left side of the histogram").

- try to subtract from the histogram relative to HE+HB
the distribution relative to HB alone. I tried to do
this last step in more than one way(raw & parametrization),
but up to now I got the best results (in my opinion...)
by just normalizing the HB-alone distribution to the HE+HB
and then subtracting (the "raw" way - see normRatio.png);
the parametrization has some problem related to the fitting
range (especially for the low energy data).


Monday, April 17, 2006

notes (discussion with prof. Tully)

The sum over 3x3 elements seems to be a standard technique.It seems like cristals for both ECAL and HCAL are build in such a way that the energy deposition is mainly within this volume (5x5 is used only for extreme cases).
The values read from ECAL have to be corrected for the calibration (I don't understand if this issue is more or less complicated for ECAL or HCAL).
Anyway the goal of the epxerimental project should be something like:
  • implementing the conversion from raw data to energies within CMSSW
  • produce files with the energies, so that if you're interested only in these values you don't have to run the whole CMSSW machinery
  • try to see how the e/h correction works

Tuesday, April 04, 2006

\sum E over 3x3

Simple implementation :
  1. find the element (eta,phi) with maximum energy
  2. sum the 3x3 elements aroud this one and consider this as the total energy
The number of events with negative total energy is reduced: now it's 605 over 45165 (it was 811 over 45165). Their values are now in the range [0.;-9.] and most of them are around -6 (it was aroud -50). Are these evts due to fake triggers? of yes, why? am I allowed to simply discard them?

The new energy distributionnow looks like this:
the mean value is different from previously (it was 243 -- nominal 300).

e/h previous procedure

Information from professor Green:

I enclose the code I used. I hope it is readable. The data sets are 5,7,9,10,15,30,50,100,150, and 300 GeV pions from the 2004 test beam. The data was cleaned up by Jordan Damgov – and he can send you the data sets. I first take out e/pi for the HCAL alone so that e/pi is 1 at infinite energy. Then for fits I use 10, 30, 100 and 300 GeV data . The fit function minimizes chisq. The error I used was ~ the energy resolution.

Saturday, April 01, 2006

documentation links

documentation CMS
CMS workbook
CMS cpt tdr

Testbeam page
CMSSW documentation (doxygen):

Wednesday, March 29, 2006

Comments after the first few plots

For these plots:
  • only triggered events selected
  • summing the energies for each event (from different directions)
  • 811 over 45165 are negative values (usually around -50 but I don't think this number has a specific meaning)

E in HB (eta,phi)=(7,3) and neighbors:



E_T and E (top/bottom) in HB and HO (left/right):


Total energy distribution (\sum over all eta-phi):




Comments after showing the first few plots to prof. Tully:

  • plots seem to be correct
  • negative values are probably due to events where there was no interaction and the pedestal undergoes to common mode
  • it is correct to use E and not E_t
  • it is correct to use HB and not HO; HO is the tail catcher and in our case (we are interested mainly in low energies) the energy deposition in HO is negligible
Things which have to be done:
  • the \sum over energies doesn't have to be over the whole HCAL; sum only on the 3x3 elements around the beam direction. In this way you should also be able to reduce the number of negative-energy values
  • consider more data; ask question jmmans@fnal.gov. His answer:
    You can use the run database and also the logbook to find run numbers. (Both  are available at
    the link above). Once you know the run numbers you are interested in, the data is available
    in dcache at FNAL. The dcache directory is /pnfs/cms/WAX/5/pnfs/fnal.gov/TB04. You can dccp
    the files from there to your local space, or you can try to run on them directly using
    "dcap:/pnfs..." as the filename in HcalTBSource. Not all the releases will work with dcache,
    unfortunately, so you may have to use dccp.
  • Look for useful data at http://cms-testbeamh2.web.cern.ch/cms-testbeamh2/ (be careful, we are interested mainly in low energy pions -- energies are sometime negative?)
  • Try to reproduce the "banana plot" (i.e. E_hcal vs E_ecal) that you can find in the note by Dan Green.
  • Try to use the same data which he used for that note (it seems to me that in his plots appears a series of pions (500 for each point?) with energies of 5, 7, 9, 10, 11, 12, 14, 100, 105, 120 GeV

Sunday, December 04, 2005

first test post

This is just a first try.